L'A.S. Drepanum Basket nasce a Trapani il 20 settembre 2000 per volontà di quel gruppo di appassionati che quattro stagioni prima aveva dato vita alla Polisportiva Drepanina. Il 22 giugno 2000, infatti, il presidente della Polisportiva Drepanina, prof. Giuseppe Ellena, annunciava la fine dell'attività cestistica della società da lui presieduta. La decisione comunicata poneva così la parola fine all'esperienza agonistica di una compagine che, pur senza risultati sportivi eclatanti, aveva sempre onorato se stessa e il basket per la correttezza e l'organizzazione mostrata nei quattro anni di attività, tra campionato di prima divisione e di promozione. Il gruppo storico della squadra tuttavia non aveva la minima intenzione di arrendersi ed anzi maturava la convinzione di costruire qualcosa di più solido ed organizzato. Così, grazie al contributo indispensabile del dott. Salvatore Castiglione, veniva fondata il 20 settembre del 2000 l'A.S. Drepanum Basket, con il seguente consiglio direttivo: Presidente: Sabrina Domingo, Vice presidente: Giacomo Giambino, Segretario: Giuseppe Savona, Consiglieri: Luigi Barraco e Maurizio Allotta. La neonata società puntava a quella graduale crescita tecnica ed organizzativa che non si era potuta realizzare con la Drepanina per lo scarso interesse dei suoi dirigenti, mantenendo però il medesimo spirito sportivo dell’ esperienza precedente: giocare per puro divertimento. Per tale ragione la radice del nome, i colori sociali e parte del simbolo della nuova società venivano scelti identici a quelli della Drepanina, proprio a testimonianza della continuità fra i due sodalizi, cosa che peraltro era riconosciuta da tutto l’ambiente cestistico trapanese. In sostanza può dirsi che nel DNA della Drepanum c’è anche la storia della vecchia Polisportiva Drepanina. La squadra, guidata da Peppe Santangelo, veniva iscritta al campionato di prima divisione dove esordiva in maglia blu il 15 marzo 1997 alla palestra Dante Alighieri contro la Fortitudo Buseto. Nonostante una partita gagliarda, i drepanesi venivano battuti 55-56 in seguito ad un finale rocambolesco. Il prosieguo del torneo sarebbe stato avaro di soddisfazioni per Savona e compagni che avrebbero chiuso la stagione con un desolante bilancio: 0 vittorie e 9 sconfitte. Per nulla presi dallo sconforto i “drepanini” si ripresentavano l’anno successivo più agguerriti che mai nel campionato di promozione, dove erano ripescati in seguito alla soppressione della prima divisione.

 

(Stagione 1997-98 - da sinistra: Allotta M., Rallo G., Maltese M., Barraco L., Augugliaro M., Santangelo G., Fazio A., Savona Sr., Savona Jr., Giambino G., Salmeri G.)

L’impatto con la categoria superiore, nonostante alcuni rinforzi, era traumatico. Ma pian piano, con tanto impegno e passione, i biancoverdi (nuovo colore sociale) raggiungevano nel girone di ritorno un livello di gioco accettabile. Così il 30 marzo 1998 in uno storico recupero di lunedì, conseguivano la prima agognata vittoria ai danni della Cestistica Marsala per 49-43. Non coronate dalla vittoria, ma ugualmente da ricordare, le prestazioni con le regine del girone: Fiamma, Moderna e Pall. Alcamo. Ma la soddisfazione più grande arrivava proprio all’ultima giornata, nella quale veniva inferto un secco 70-61 ai cugini rivali della Rosmini.

(Stagione 1997-98 - Pol. Drepanina - Rosmini   70 - 61)

I confortanti progressi della parte finale del torneo facevano passare in secondo piano il piazzamento conseguito e le tante partenze estive, difatti il nuovo D.R. Giambino rinnovava profondamente l’organico, ingaggiando quel famoso gruppo di giovani promettenti meglio noto come "I GIACOBBINIDI", dando così nuovo entusiasmo all’ambiente. Il ruolo di coach che fu di Santangelo veniva affidato a Sandro Marini, talentuosa guardia negli juniores dell’AICS (mvp’84), che alla Drepanina aveva chiuso la sua carriera agonistica. Il compassato coach però si eclissava ben presto lasciando l’arduo compito a Tiziana Surdo.

(Stagione 1998-99 - da sinistra in alto: Allotta M., De Santis M., Giambino P., Stinco A., Salmeri G., Augugliaro A., Giambino G., Sammartano P., Marini C., Rallo G., Maiorana G., Barraco L., Savona G.)

La stagione si apriva subito con una sonante vittoria ai danni della Pall. Erice degli ex Fazio e M. Augugliaro. Alla fine la squadra, dopo l’ennesimo cambio della guida tecnica (dalla Surdo a Savona), centrava un’importante nono posto che valeva la platonica salvezza, conseguendo sette vittorie, tra le quali spiccano le due con la nobile decaduta Fiamma. La stagione 1999/2000 cominciava come al solito con tante difficoltà, tra partenze importanti e trattative non andate in porto. Ma con la conferma dello stralunato bomber A. Augugliaro, l’ingaggio degli esperti S. Rallo, Manuguerra e dell’aitante pivot Ciccione Giannitrapani, a settembre la squadra appariva competitiva. Tanto più che veniva messo a segno il colpaccio del mercato con l’acquisto di Di Girolamo, antico rivale ai tempi della Rosmini e fresco campione con il Paceco.

 

(Stagione 1999-00 - da sinistra in alto: Savona G., Buscaino G., Rallo G., Di Girolamo E., Augugliaro A., Manuguerra A., Giambino Giu., Maiorana G., Barraco L., Giambino Gia., Allotta M.)

A stagione iniziata arrivava anche Buscaino, lungo tiratore in rotta con il Buseto. Nonostante il buon avvio, la squadra, affidata a Maiorana (coach-player), non girava a dovere e dopo otto giornate il coach dava le dimissioni. Ancora una volta si optava per una soluzione interna con Peppe Savona che, chiamato al capezzale della squadra, centrava un filotto di tre vittorie consecutive con le dirette concorrenti per la salvezza. Il deludente campionato si chiudeva con la sconfitta di Marsala contro la Cestistica, all'ottavo posto in classifica a pari punti con i marsalesi. Dopo gli anni pionieristici della Drepanina, il 2000/2001 vedeva l’esordio della nuova Drepanum Basket. La stagione era ricca di soddisfazioni infatti, con l'arrivo in maglia biancoverde di Isca, Maenza e Morghese, il ritorno di Stinco, Maltese e Marini, e l'ingaggio di coach Nicotra, la squadra compiva il tanto atteso salto di qualità.

 

(Stagione 2000-01 - da sinistra: Maiorana, Allotta, Augugliaro, De Santis, Isca, Savona, Stinco, Di Girolamo, Manuguerra, Giambino, Rallo, Barraco, Marini, Morghese) 

A parte qualche passo falso come le sconfitte contro la Pall. Erice e la Don Bosco Alcamo, i biancoverdi disputavano una stagione di vertice vincendo dentro e fuori contro Buseto ed infliggendo al Castelvetrano l’unica sconfitta interna della stagione. Memorabile la vittoria interna contro i belicini nella fase regolare, quando una Drepanum tutto square seppe recuperare lo svantaggio in doppia cifra facendo scoppiare di gioia una Tenente Alberti entusiasta ed uno spogliatoio unito come non mai.

 

 

 (Stagione 2000-01 - vittoria con Castelvetrano - da sinistra: Savona, Barraco, Maltese, Isca, Giambino, Rallo, Morghese, Stinco, Augugliaro, Di Girolamo) 

 

La fase regolare si chiudeva con un ottimo quarto posto alle spalle di Castelvetrano, Pall. Castellammare e Marsala e davanti ai rivali del Buseto. Nei play-off contro Castelvetrano, la Drepanum riusciva ad espugnare l'ancora inviolato "Palaglorioso" ma, perdendo le ultime due partite, lasciava via libera ai belicini per la promozione in serie D.

 

 

 (Stagione 2000-01_playoff - da sinistra in alto: coach Nicotra, Di Girolamo, Savona, Stinco, Manuguerra, Giambino, Morghese, Marini, Isca, Maltese,  Augugliaro)  

 

La stagione successiva si apriva con alcune difficoltà economiche e tecniche che determineranno la separazione da Nicotra. I ritorni di Salmeri e Sammartano in campo e di Peppe Savona in panchina non esaltavano, ma la Drepanum riusciva a migliorare i risultati e le prestazioni rispetto alla già ottima stagione precedente. Infatti grazie ad una gestione meno distaccata, si riusciva ad avere un gruppo più tranquillo e contemporaneamente un gioco più veloce. La stagione viveva inizialmente sulla rivalità con lo strafavorito Buseto di Gigi Di Vita che, battuto all’esordio dalla Drepanum, si arrendeva precocemente.

 

 

(Stagione 2001-02)

 

Le altre avversarie rimanevano lo spumeggiante Salemi, l’esperto Castellammare ed il duro Marsala. Proprio contro gli azzurri, la Drepanum disputava una agguerritissima semifinale play-off, dalla quale usciva vincente ma con le ossa rotte. Così la finalissima contro i gialli del golfo era senza storia e portava Plaia e compagni alla vittoria del campionato!
La stagione 2002-03 vedeva un grande rinnovamento della squadra con gli arrivi di giocatori esperti e validi come Nacci, D’Angelo, Nicotra e Tony Barraco.

 

(Stagione 2002-03 - da sinistra in alto: Savona, Nicotra, Giambino, Nacci, Stinco, Di Girolamo, D’Angelo, Allotta, Barraco, Maltese, Isca)  

 

Nonostante l’obiettivo dichiarato era ormai quello della vittoria del torneo i biancoverdi partivano con il freno a mano tirato, subendo un filotto di tre sconfitte contro le dirette concorrenti al grande salto. Piano piano però il riconfermato coach Savona riesciva a trovare il bandolo della matassa e, superate le iniziali difficoltà di inserimento dei nuovi, con otto vittorie di fila veniva aggiornato il record biancoverde che risaliva al 2001.

In classifica la squadra riusciva a tallonare il fortissimo Marsala di Ignazio Adamo fino alla seconda di ritorno quando, dopo una gara bella ed equilibrata, doveva cedere il passo ed accettare di rinviare tutto ai play-off. Nonostante l’accesso ai play-off fosse dato per scontato, la Drepanum con un mese di aprile sconcertante, doveva sudare le proverbiali sette camice per espugnare il difficile campo all’aperto della Don Bosco Alcamo e conquistare la seconda piazza che sembrava potesse sfuggire di mano. Passata la paura era il momento di sferrare l’attacco decisivo al Marsala…… non prima di sbrigare una semplice formalità: il Castellammare campione uscente, un po’ meno brillante ma sempre rognosissimo. Ed infatti la semifinale, pur non essendo al livello delle sfide con C/vetrano nel 2001 e Marsala nel 2002, risultava difficile e combattuta. Soprattutto in gara 1, davanti al pubblico amico, la Drepanum faceva il miracolo di rimontare 18 punti in pochi minuti, mentre al “Castello” soccombeva abbastanza nettamente. In gara3 i gialli erano spesso avanti, ma la maggiore voglia di vincere ed il desiderio di riscattare la sconfitta in finale del 2002 portavano i ragazzi di Savona dritti in finale. ….Dove però un Marsala cinico e duro non aveva pietà e vincendo nettamente 2-0 legittimava una superiorità evidenziatasi per tutta la stagione.  

 

 

Col passaggio in serie D del Marsala, la Drepanum credeva di avere la strada spianata per la vittoria del campionato, tanto più che l’inizio contro le temute Ares e Don Bosco Tp era stato positivo ed entusiasmante. Invece una Drepanum in maglia nera avrebbe conosciuto la stagione più deludente della sua storia, con un tasso di nervosismo inversamente proporzionale ai risultati conseguiti.

 

 

(Stagione 2003-04 - da sinistra: Nicotra, Allotta, Giambino, Isca, Maenza, N acci, Maltese, Stinco, Placenza, De Santis, Savona, Barraco)  

 

 

Sempre a rincorrere i play-off, la squadra di Savona, priva di entusiasmo e condizione atletica, conseguiva solo sporadiche vittorie di prestigio, ancora contro la rivelazione Don Bosco Tp ed a Campobello. Ma sarebbero stati due fuochi di paglia, infatti in tre giorni i play-off sfuggivano contro Rilevo e Focus. Il 7° posto lasciava un grande amaro in bocca che portava il gruppo sul punto della smobilitazione a maggio. Poi a giugno Giambino ed il neo-presidente Maltese chiudevano l’ingaggio di Ciccio Mannella come coach.

(Stagione 2004-05 – coach Ciccio Mannella)  

 

Ovviamente con un nome cosi prestigioso la società puntava in alto cercando di riscattare la pessima annata precedente. Si confermava pertanto in blocco l’intero roster cercando tuttavia di aumentare le motivazioni dello stesso con una migliore organizzazione societaria, una preparazione atletica e la scelta del palailio per ospitare le gare interne. Dopo un inizio sparato con 4 vittorie di fila, frutto dell’entusiasmo e di una condizione fisica eccelsa, il gruppo, anche con Mannella a fare da collante, mostrava le sue crepe caratteriali ed usciva dalla zona play off. Da quel momento in poi la mancanza di unità di intenti creava alcuni scontri nello spogliatoio, mentre in campo, nonostante gli arrivi di Schifano e Buscaino dalla Virtus, la squadra non riusciva a recuperare le posizioni perdute sopratutto a causa del disinteresse di molti nelle sfide clou di febbraio. La mancanza di stimoli avrebbe costretto la compagine drepanese ad uno stillicidio di tre mesi nei quali Mannella tirava i remi in barca lasciando la squadra al suo destino mentre il resto della truppa raggiungeva un quinto posto deludente sopratutto per le ambizioni iniziali e per la poca passione mostrata da presunti elementi cardine.


Il 2005-06 vedeva una grande novità dietro la scrivania: il D.R. Giambino lasciava l’Italia e la Drepanum dopo 7 anni di ininterrotta gestione.

(Stagione 2005-06 – allenamento al palailio)  

 

La responsabilità passava allora alla triade Maltese-Allotta-Savona. Nonostante il gruppo era ormai chiaramente bollito, la società preferiva puntare sui soliti nomi con l’aggiunta di Galia al posto di Peppe Nicotra che, certo di una annata sulla falsariga delle precedenti, era passato al Valderice. Mai scelta fu cosi profetica, infatti una Drepanum sfocata come la foto, tra il disinteresse generale avrebbe disputato un torneo anonimo di centro classifica, proseguendo sulla strada dell’apatia il cammino intrapreso nel girone di ritorno ai tempi di Mannella. Nonostante un rooster di tutto rispetto, migliorato ulteriormente a gennaio dall’arrivo di coach Massimo Cardillo e poi dal fratello Guido e da Ciccio Culcasi in campo, i neroverdi non avevano mai una impennata ed infine si sarebbero piazzati al settimo posto dopo le umilianti sconfitte con le cenerentole Mazara e Sciacca, affrontate con gli uomini contati.

 

A luglio 2006 la decisione di ribaltare un organico orami andato, sempre rimandata per eccesso di amicizia, era anticipata dalle numerose partenze, in particolare verso l’Eracle dell’ex coach Cardillo. Dopo qualche giorno di smarrimento iniziava una febbrile ricerca di elementi in grado di rifondare la squadra...questa portava all’ingaggio di ben 8 volti nuovi, piuttosto avanti negli anni ma certamente di ottimo spessore tecnico come Noto-Savona senior-Fazio-Chittaro-Criscenti-Crimi-Russo-Sarzana. A guidare il gruppo il mitico Piero Manzo autore del miracolo Campobello che, convinto a distanza da Giambino, sposava con entusiasmo la causa. Nonotante la grinta del coach, i neroverdi non andavano oltre il nono posto che valeva la platonica salvezza, però si toglievano la grande soddisfazione di battere i boriosi capoclassifica dell’Aics con un entusiasmante 68-62.


(Stagione 2006-07 - da sinistra in alto: coach Manzo, Barraco, Allotta, Chittaro, Maltese, Placenza, Sarzana, Crimi, Criscenti)  


 

A fine stagione il divorzio da Manzo era dettato da motivi logistici più che tecnici, cosicchè la società, che tentava di fare uno squadrone degno dell’inizio del decennio, ricostruiva il roster affidandosi alla direzione dell’esperto Maurizio Zichichi, eterno avversario con le maglie di Moderna, Buseto, Rilievo e Valderice. Il nuovo coach costruiva una squadra di grande profilo tecnico con i vari Bertolino, Genna, Savalli e La Porta che si aggiungevano al gruppo storico, tuttavia le due componenti non legavano né Zichichi riusciva mai a dare entusiasmo e compattezza, cosicchè tra isterismi, litigi, abbandoni a metà stagione, si consumava una stagione dispendiosa e fallimentare sotto tutti i punti di vista.

Così nel 2008-09 la Drepanum incorporava molti ex giocatori e dirigenti della vecchia Ares che nel frattempo aveva chiuso i battenti. La “fusione” portava in bianco verde i vari Candela, Milano, Mazzara, Ciccio Nicotra, Spanò, Milazzo, Forte, Ravazza e Caruso, oltre alla bestia nera Grimaudo ed a Chicco DiVita ed Antonio D’Ali. Obbiettivamente un gruppo esperto e valido che già in passato aveva ben figurato in promozione vincendo anche nel 2000 sotto la guida di Paolo La Commare che veniva scelto come coach. Ma anche questa stagione finirà come la precedente con risultati pessimi, gruppo ormai alla frutta ed una dirigenza stanca e sfiduciata.

Una sfiducia che portava alla grande svolta del 2009-10 con la dirigenza che decideva di non affiliarsi alla FIP e fondare una lega alternativa sotto l’egida del CSI, un nuovo esperimento che cambiava il volto del basket amatoriale in provincia di Trapani. L’infaticabile Maurizio Allotta dava vita infatti, insieme ad altre cinque volenterose società, ad un campionato concorrente della promozione maschile ma con costi nettamente più contenuti, più relax, più divertimento ed un obiettivo più concreto della platonica promozione in serie D: la partecipazione alle finali regionali e nazionali.

A testimonianza del grande ruolo fondativo della società, la Drepanum metteva in campo ben due squadre, una in maglia gialla che assemblava molti ex Ares ed elementi della vecchia guardia ed un’altra in maglia verde piena di giovani appassionati che passerà alla storia come Drepanum B. Proprio la Drepanum B con i vari Bruno, Piacentino, Lo Bue ed A. Di Vita duellava col Valderice arrivando seconda sia alla fase provinciale che a quella regionale. Un rinnovamento necessario che portava una ventata di aria nuova alla società bianco verde ed all’intero movimento.

(Stagione 2009-10 - da sinistra in alto: Crimi, Bruno, D’Ali, A. Di Vita, Lahmar, Piacentino, F. Di Vita, Lo Bue, Allotta)

 

Al punto che nel 2010-11 la promozione chiudeva praticamente i battenti in provincia di Trapani, mentre tutte le compagini provinciali abbracciavano il progetto CSI. Un campionato molto competitivo con tantissime squadre e purtroppo non sempre in linea con lo spirito iniziale, vedeva la Drepanum di Maurizio Allotta grande protagonista sul piano organizzativo ma non sul piano tecnico, al punto che la squdra, in seguito ad abbandoni ed infortuni veniva completamente rinnovata a partire dal girone di ritorno con una nuova infornata di giovani come Agate, Di Terlizzi, Damiano e Carbone.

Il gruppo veniva confermato anche nella stagione 2011-12 con l’aggiunta di qualche altro elemento e sotto la guida esperta di Salvo Crimi, nella speranza di tornare a raggiungere risultati più lusinghieri

(Stagione 2011-12 - da sinistra in alto: coach Crimi, Giambino, Accardo, Maenza, Agate, Carbone, Servino, F. DiVita, Piacentino, Maltese, Di Terlizzi, Bruno)  

 

Il resto è storia di oggi...